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Non sono un Poeta..
Sono solo uno che cerca..
cosa poi... lo devo ancora capire ... (continua)
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chi siete voi?
che con fare certo deridete e frantumate
ed a passo d'oca scolpite furenti urla
in paesaggi sfocati e labirinti senza fine
che ripercorrete veloci sentieri maligni
e cadute disastrose d'angeli incarnati
su rigagnoli salmalstri di... leggi...
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In un fiore che sboccia
racchiudo e detengo l'ignoto
meraviglia ed incanto
mentre sfoglio nitide immagini
chiarificatrici
lo splendore
che porta corona
impera svettante
con guglie di petali
armonizzanti in seta
leggera l'anima si fa... leggi...
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volevo aprire una sola solitaria finestra
una porta per precipitare
ridendo a squarcia gola
ballando come un pazzo
sul male
e sullo squallore intrinseco in ciò che c'è di vivo
volevo sbirciare come un bimbo
affogando nelle... leggi...
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solo tacciono
le spine conficcate nel cuore
senza parole né respiro sono i dolori
che sovente incontrano croci affini
lungo i viali alberati dello zoo
ingressi freddi nelle sinagoghe defunte
e piramidi innalzate come schermo... leggi...
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piccolo cuore ingenuo
come sei buffo
mentre rotoli e ti frantumi
nei fanghi dell'illusione
tu non ci sei...
piccolo cuore urlante
odio la tua voce soprana
che nel buio insiste dall'eterno
suadente vociare di speranza
dove sei... leggi...
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cieco
le retine le ho perdute
scommettendo sull'ultima corsa
la mia prole...
e tutto va come deve
segue un corso fluido
l'atavica speranza sanguigna
il fiume d'orme
di carne e sperma
e paradiso
riverbera potente sulla linea dello... leggi...
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è domenica mattina
una libra di luce
bilancia il buio nella stanza
m'affaccio sul balcone
pesante
per nulla disinvolto
orso sveglio da un letargo
che pare infinito
respiro l'asfalto...
in strada borbottano gli sbarbati
con il loro... leggi...
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reggevo l'immortale giovane calice
nella mano segnata da scaglie d'avvenimenti
mentre ad occhi chiusi proteggevo me stesso
dal lupo sociale
voleva farsi guardare
in tutta la sua meschina fierezza
mentre lacerava brandelli di sogni
da figure di... leggi...
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redent Enzo Lomanno
Le sue 291 poesie
 | Persiste sgradevole,
il lungo peregrinare,
che di tempo cementato
infastidisce,
come l'ape che bombisce.
Vacuo e deleterio
curvar spazi d'oblii,
bramando ultrasuoni
- inusuali -
dalle giostre in silicone.
Bianco foglio dallo sguardo
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 | Non v'è traccia alcuna
né un passaggio solitario
riemerso
solo, leggere zolle di catrame
poggiate in bilico
sulle onde della mia memoria.
Poco ritorna del segno
ed ora spavalda rimane
una sola crosta asimmetrica
che dura,
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 | spremiamo candele,
sognando scintille in fuga
dagli stoppini
evanescenze che aleggiano
in istantanee di luce
- risuonano nel buio -
per poi spegnersi rapidamente,
lasciandoci un solo bagliore
morente
ricordo e misura
per la nostra
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 | Nobile il tuo destino
non trova declivi né oscurità
in alto sospira dolce
ubriacandomi le ginocchia,
con un solitario tocco sorridente
ed io,
io appassisco e fremo fragile,
sperduto nei tuoi luoghi
che così naturalmente
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 | Ho suffragato spine
sulle arterie parassite,
dando il via a giostre
di Nylon esistenziale
Tant'è il prurito del mio peccato,
che m'accartoccio poco distante
a piccole ortiche,
nate incontrollate
lungo i bordi delle mie
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 | Gesù prese una scorciatoia
[ come Dio s'è moltiplicato
e glorificato qui da noi ]
ma vide inariditi i cuori
dopo le gentili moine,
e decise strade diverse
con l'amico Ganesh beveva birra al bar
senza osservare più la
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 | Superflue le parole
ondeggiano incerte
ora
gelatinose e sfibrate
rimbalzano indecenti
sui cristalli poco tesi
delle mie balconate antiche
ed il tuo fiore,
supremo atto di compiaciuta lussuria
vibra anch'esso
con le parole rattrappite
in
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 | Ci fu del panico, che s'intromise
tra noi e chi intorno urlava
le grida scemarono,
man mano che la folla dileguava
rincorse e sospiri, dolore acuto
uno sparo
il mio sangue sdruciolò in frantumi
e poi tu,
sdraiato anche tu;
col
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 | Respira forte il mare
su questo porto
e lo fa,
urlando sincero
con occhi sgraziati
pretendo le tue alture,
sbavando sulle schiume
in ipnotiche andature
ma tu,
mi ferisci e mi lenisci
mi comprimi e poi m'espandi
ed un brivido
sono le tue
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 | Incatenato alle porte
aspettavo d'uscire
fermo immobile, su me stesso
attendevo un passaggio sconosciuto
uno sparo nel buio, uno spiraglio chiaro
fosse anche, un maledetto fiammifero
- qualcosa -
ma ridacchiavo, strillavo
come un pazzo,
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 | Riccioli,
dalle tue labbra,
filati incantevoli
in deliziose geometrie.
Profumi e carezze poco gentili
sulle colline delle mie lussurie
e subito, scivola delicata sul frenulo
la tua lingua custodita.
Lì,
con un getto
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 | Sono piccole le cose che mi hai lasciato.
I tuoi orecchini poggiati sulla mensola,
alcuni tuoi vestiti appesi,
in quell'armadio così ombroso
[ forse non li usi più ]
e qualche capello,
come una reliquia incerta
sulla spazzola in
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 | Infiniti sono i corridoi
e poche,
le porte giunte
tra silenzi edulcorati
rimane l'iniquo,
di questi spazi addolciti,
pochi bagliori delle labbra
e sogni frastagliati,
- piccole giunzioni -
del divenire in strali.
Flebili macchie colorate
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 | Su questo mare si frantuma
ogni piccola presunzione
delle mie carni addolorate
sciocche convinzioni,
nutrite ed accudite
in tempi non sospetti,
sofferti
questo mare,
che ora spuma endemico
ed in risacche maledice
- roboante -
ogni mia
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 | Ogni piccolo risvolto
del mio lungo collo
è vizio imbastardito
destino, avvezzo
all'amore feroce,
malato reiterare
delle carni l'atroce.
Ricerco nottetempo,
nel fragore d'oniriche sottane,
disperate assoluzioni
quasi fossero
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