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redent Enzo Lomanno

EnzoL

Impossibile
detergere vera poesia
con poche parole dal basso del ventre.

Č necessario spesso incidere,
Escludendo dal suono la semantica.

Ritrovando del lemma l’origine.

Quell’espressione armoniosa che esula
dal senso stesso di una frase compiuta ... (continua)


Nell'albo d'oro:
Le tue Ragioni
Nella notte ascolto solo
da sempre il suono sordo
del tuo vecchio viso incompreso

che padre e dolore
mai così furon dette le parole
e d'amore nascosero
ogni mia volontà distruttiva
ogni eco di rivalsa

Di quei rigurgiti ferrosi,...  leggi...

Manifesto
in quale dissapore
porto le parole verso gli albori
raccapriccianti piccoli mostri
che s'affacciano furiosi dalle labbra di carne
e sfolgorano luce adamantina
sui tetti dell'inusuale ombra della mia coscienza

che ripercorrono nel rumore...  leggi...

I Fiumi di Porpora
solo tacciono
le spine conficcate nel cuore
senza parole né respiro sono i dolori
che sovente incontrano croci affini
lungo i viali alberati dello zoo

ingressi freddi nelle sinagoghe defunte
e piramidi innalzate come schermo...  leggi...

Frinire
Gli attimi,
non giungono,
- si perdono in risvegli -
lasciando spazi ogivali
su guanti di lune
defunte.

Soffi di favole antiche,
tra poveri sofismi della notte,
restano orfani,
selvaggi d'occhiaie fonde
in fiati dispersi nelle...  leggi...

Nella Morte del Fiore
In un fiore che sboccia
racchiudo e detengo l'ignoto

meraviglia ed incanto
mentre sfoglio nitide immagini
chiarificatrici

lo splendore
che porta corona
impera svettante
con guglie di petali
armonizzanti in seta

leggera l'anima si fa...  leggi...

Lontani Occhi Vicinissimi
ho visto occhi
occhi che hanno tramontato smeraldi
che innocenti hanno palpato sentenze
e nella verde meraviglia si son sciolti in lacrime

ho visto occhi
occhi che hanno tracciato ellissi di dolore
nel turbamento feroce dell'incredulità
e...  leggi...

Rosa di Gerico
eri piccola ombra ignota a Dio
una celata smorfia da marciapiede
sospinta come rosa di gerico
da gas autostradali

rotolavi

aprendo i polmoni alla rugiada del mattino
mentre riavvolgevi tapparelle inconsistenti

rotolavi

e ti chiedevi...  leggi...

Volendo il nostro eroe
volevo aprire una sola solitaria finestra
una porta per precipitare
ridendo a squarcia gola
ballando come un pazzo
sul male
e sullo squallore intrinseco in ciò che c'è di vivo
volevo sbirciare come un bimbo
affogando nelle...  leggi...

Cuore Ingenuo
piccolo cuore ingenuo
come sei buffo
mentre rotoli e ti frantumi
nei fanghi dell'illusione

tu non ci sei...

piccolo cuore urlante
odio la tua voce soprana
che nel buio insiste dall'eterno
suadente vociare di speranza

dove sei...  leggi...

La Corsa
cieco
le retine le ho perdute
scommettendo sull'ultima corsa

la mia prole...

e tutto va come deve
segue un corso fluido

l'atavica speranza sanguigna
il fiume d'orme
di carne e sperma
e paradiso
riverbera potente sulla linea dello...  leggi...

Domenica Mattina
è domenica mattina
una libra di luce
bilancia il buio nella stanza

m'affaccio sul balcone
pesante
per nulla disinvolto
orso sveglio da un letargo
che pare infinito

respiro l'asfalto...

in strada borbottano gli sbarbati
con il loro...  leggi...

Cappuccetti Rossi
reggevo l'immortale giovane calice
nella mano segnata da scaglie d'avvenimenti
mentre ad occhi chiusi proteggevo me stesso
dal lupo sociale

voleva farsi guardare
in tutta la sua meschina fierezza
mentre lacerava brandelli di sogni
da figure di...  leggi...

EnzoL

EnzoL
 Le sue poesie

La prima poesia pubblicata:
 
Samsara (05/10/2010)

L'ultima poesia pubblicata:
 
Di quello rimasto (03/04/2018)

EnzoL vi consiglia:
 E Poi Nulla (29/03/2012)
 Accattone (03/11/2012)
 Come Puņ (14/12/2013)
 Io (18/04/2014)
 Canto Ateo (30/03/2014)

La poesia più letta:
 
Sadņ (09/08/2011, 8580 letture)

EnzoL ha 12 poesie nell'Albo d'oro.

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EnzoL

Canti di Anąsteros: La Pietą (III Canto)

Fiabe
Tiepide si dissiparon le luci
ed ormai fu buio pesto
e le alture di Kanaah
vedevano il tramonto
dalle glaciali altezze
del volo d'Anàsteros

Librato s'era in volo il Dio
che vorticava sfiorando brezze gelide
lasciando alle sue spalle
il tempo e lo spazio incontrato

e rimirava Anàsteros
con occhi d'aquila forma
dell'immenso buio l'orma

che si stagliava
- quell'ombra -
dalle foreste pietrificate
fin le pianure di Kaddish
un tempo rigogliose
e glorificate
or sol ceneri brumose
ove ombre rinsecchite
ramificavano in lamenti le terre
ed evolvevano precoci
in luoghi oscuri e feroci

senza nome, senza pace
erano quelle terre
e dove a tratti sorgeva
leggiadra la vita
si chinava tosta la morte
per renderla lesta finita

Continuava così il volo Anàsteros
nel buio senza forma
che presto smiagolò all'orizzonte
e a tratti luce si squamò sul buio derma

ed intravide torri
torri alte e formicolanti
che con movimenti febbrili e costanti
presentaron Boreios la cittadella
e tutti i suoi abitanti

Si fermò Anàsteros,
sulla cima della torre più alta
che le divine forme ben lo celavano
ed agli occhi umani troppo umani
nell'invisibile lo relegavano

ed osservò come incantato
quelle luci ed il vociare
del vicino mercato

e vide madri e figli e nonni
che sorridevano colorati
e dei profumi percepì la bontà
fin ora nascosti dai miasmi incontrati

"Oh, quale moltitudine
quale gioia tra i sorrisi
ricolma quest'uomini

che incorniciano magiche le notti
e distolgono i bui dalla memoria

e dall'ancestrale paura si fan coraggio
come unico corpo costruiscono e si danno agio"

S'incuriosì Anàsteros
che deciso inarcò le sue ali dorate
trasmutando in Agonos d'umana carne
per discendere tra i tanti
mescolandosi nascosto tra gli umani canti

e tra i tanti Egli si mescolò
ripercorrendo ora le vie battute
ed insieme alla moltitudine
Anàsteros s'incamminò

ripercorse con le genti
tutta la cittadella
che d'alabastri e marmi scolpita
- rifulgeva luce Boreios -
e certo di vita non era sopita

quando ad un tratto giunsero
nel grande piazzale
e tutte le genti
s'attorniarono in un urlo corale

ed i profumi d'un tratto svanirono
e l'odore d'acre sangue
le gentili narici d'Anàsteros inondarono

Fu sangue

sangue che raggelava il tempio
sangue d'innocenza asservito
sangue d'umili bambini neonati
che ad un dio senza nome
furon offerti e sgozzati

ed esso raggrumava lento
ed a goccia picchiettava sul piazzale
dove la gente lo accoglieva
in coppe o calici
e poi lo beveva

e delle carni quale scempio fecero
oh, che il minuto cranio
ancor per terra giacea
mentre un fanciullo più agiato
in mezzo alla platea 'sorridea'

Inorridì Anàsteros
e con un gesto della mano
del suo orrore fece furia
fermò all'istante la vita
e di tutti l'allegria

abbandonò d'Agonos le carni
e divino s'innalzò sui cadaveri smunti
tuonando d'ira i cieli s'avviliron tutti

"Oh, città vile
che serpeggi lussureggiante
con i tuoi vicoli lucenti

e i tuoi marmi sembravan puri
come i tuoi fregi

immonde ora son le tue piazze
le tue strade e le tue genti tutte

e ciò che sembrava unito
disgiunto s'è ai miei occhi

dove
d'atroce fine
il debole soccombe

e dell'innocenza ti cibi Boreios
nella speranza d'ingrassare i giorni futuri

povera,
povera e vile l'umana volontà
che d'umane doglie or perisce
senza dimostrare pietà"

si placò Anàsteros
ed ormai certo di esser solo
fece scivolare una lacrima
dalle guance bianche
e fu la terza lacrima di Anàsteros




EnzoL 11/02/2012 17:26| 9| 1596

Creative Commons LicenseQuesta poesia è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons: è possibile riprodurla, distribuirla, rappresentarla o recitarla in pubblico, a condizione che non venga modificata od in alcun modo alterata, che venga sempre data l'attribuzione all'autore/autrice, e che non vi sia alcuno scopo commerciale.

Nota dell'autore:
«terza fiaba
Anąsteros: dal Greco classico 'privo di stelle'
Agonos: dal Greco classico 'non nato'
Boreios: dal Greco classico 'del vento del nord'
Disincanto rappresentato: la disparitą, la sopraffazione, le diverse misure, la totale mancanza di empatia e di pietą
»


 

Commenti sulla poesia Commenti di altri autori:

«m'ha preso allo stomaco, contraendolo, il racconto... questa lirica che si chiude con un pianto, ma prima viene l'ira dell'impotenza, poi quella della furia... dell'orrore, dell'ingiustizia, ch'č il nostro dolore quotidiano, dove il debole soccombe, qui sulla terra, tra gli umani, che del divino non conservano neppure il ricordo...
cruda come s'addice alla morte ingiusta, sanguinolenta come s'addice alla crudezza della realtą, senza sconti, umana gente senza pietą, che della sofferenza fa spettacolo, mancando d'empatia...
arriva piena e travolge...
incantata attendo la prossima puntata...»
Angela Fragiacomo (13/02/2012) Modifica questo commento

«Straordinario il viaggio del bravo Autore nei disincanti. Un lavoro magistrale e fortemente introspettivo che seguirņ sino in fondo con appassionata costanza. Complimenti.»
filiberto (12/02/2012) Modifica questo commento

«Anche nella terza fiaba si legge l'ingiustizia e la sofferenza, raccontate con valide metafore. Colpisce il finale, quella lacrima di Anąsteros, mentre sa di non esser visto.»
Club ScrivereRita Stanzione (12/02/2012) Modifica questo commento

«ho letto le altre due fiabe dell'autore che fanno parte di questo poema e anche questa mi ha profondamente colpito per l'intensitą e la maestria usata x scriverla, complimenti»
Citarei Loretta Margherita (12/02/2012) Modifica questo commento

«pienamente col commento di Clara Gismondi... Tante sfaccettature, grande genialitą sempre, e riflessione cruda delle ingiustizie e bassezze della umane gesta. Tutto sempre scritto in modo impeccabile e perfetto. Bello anche leggerti cosģ, Poeta. Complimenti»
Laura Maira (11/02/2012) Modifica questo commento

«Da sempre i deboli pagano per le colpe dei pił forti, da sempre gli umili sono asserviti ai potenti, questa č una realtą dura da digerire ma č realtą. L'Autore la descrive in maniera eccellente con versi affascinanti come ormai ci ha abituato.
E la fiaba continua...»
Fiammetta Campione (11/02/2012) Modifica questo commento

«č stato bello volare sulle ali di anasteros, verso una cittą piena di gente, che sembrava ci fosse una festa, vecchi e bambini e donne che camminano per una cittą piena di luce, e lui si fa umano, per partecipare a quella gioia... ed arriva il terzo disincanto, forse il pił terribile: la mancanza di pietą, il votare giovani vite a dei affamati di sangue, ma sono gli uomini stessi a volerlo, a berne, in un'orgia che fa girare la testa e quasi svenire, non ci sono pił odori né canti ma solo lamenti di morte mentre tutti si ubriacano, colpire i pił deboli e quelli pił indifesi, non una lacrima ma saette di distruzione! E continua questo poema, e la luce diventa sempre pił ombra, tutti i mali dell'uomo descritti e vissuti, sulla pelle.»
Club ScrivereAnnamaria Barone (11/02/2012) Modifica questo commento

«Pur non entrando nel merito di quanto il nostro poeta riesce a comporre in maniera unica e ingioiellata da un grande poetica debbo dire che č piacevole e interessante seguire l'evoluzione del suo pensiero attraverso fasi diversificate dall'intensitą dell'animo, che viene messo per comporre queste fiabe.»
PULSE Morganti Paolo (11/02/2012) Modifica questo commento

«Mi pare che la razza umana sia di gran lunga la peggiore...
Dipinto e fiaba dai tratti realistici e cruda descrizione delle umane gesta in sangue e sacrifici dove innocenti sono l'obolo sacrificale...
Poveri dči ...Quali ire saranno abbastanza giuste nei confronti di tali ingiustizie...(forse, in parte stai riferendoti alle foibe...)
Poesia complessa, difficile che abbia colto tutte le sfaccettature ...Bella senza dubbio!»
Clara Gismondi (11/02/2012) Modifica questo commento

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Fiabe
Canti di Anąsteros: La Preghiera di Zarathustra (VII Canto)
Canti di Anąsteros: Le Catene (VI Canto)
Canti di Anąsteros: Il Tradimento (V Canto)
Canti di Anąsteros: La Scienza (IV Canto)
Canti di Anąsteros: La Pietą (III Canto)
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Canti di Anąsteros: la nascita (I Canto)
Dove Aquile Spiegavano le Ali
Stigmi

Tutte le poesie

Canti di Anąsteros
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Magnetar Oltre la porta (Riflessioni)
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Case Future Poesia a tema libero
Bui Albori Jim Morrison (La notte č un pozzo nero dove intingo inchiostro per le mie poesie)
Premio Scrivere 2011
Requiem Per Una Notte Tema libero
Ho Visto Vittime da zolfo e piombo

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 I suoi 3 racconti

Il primo racconto pubblicato:
 
Eddie Stardust - I (09/09/2013)

L'ultimo racconto pubblicato:
 
Ocean and Chips (01/12/2013)

Il racconto più letto:
 
Eddie Stardust - I (09/09/2013, 874 letture)


 Le poesie di EnzoL



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